martedì 15 aprile 2008

Compito 6

Impressioni sul seminario "I care"...



Troppo tardi per l’interpretazione del titolo del seminario, ma ancora in tempo per esprimere le mie impressioni sull’”evento”che martedì scorso ci ha allietato la giornata.”Seminario?”…Se tutti i seminari fossero così!Quando alcuni dei miei amici mi hanno informato di un seminario sul copyright mi son fatta un’idea un po’ diversa rispetto a quello che è realmente stato:il solito seminario noioso!-mi son detta.E invece…Il titolo del seminario “I care”, come ha spiegato il Professore nella sua simpatica presentazione, rievoca il motto adottato da Don Milani per esprimere una visione personalissima dell’insegnamento finalizzato alla presa di coscienza civile e sociale.Etichettato come un rivoluzionario, Don Milani dedicò la sua vita alla creazione di una scuola aperta alle classi popolari che adottava il metodo della “scrittura collettiva”.”Condivisione”…Ecco sì, la novità era proprio la condivisione, principio che ha ispirato anche l’iniziativa del Medwiki.Medwiki nasce con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli studenti materiale didattico.Ma…è illegale!La legge, infatti, non consente la pubblicazione e la divulgazione di materiale di questo genere perché riporta immagini e grafici tratti dai libri…Inevitabile!Ma, mi chiedo, perchè non apprezzare un’iniziativa che consenta agli studenti di reperire facilmente e velocemente appunti, sbobinature, slides e quant’altro?Perchè puntare il dito contro chi rende possibile anche un margine di risparmio agli studenti, in un sistema in cui tutto ha il suo prezzo?...e che prezzo!Si può parlare davvero di un “covo di criminali” come ha affermato la Professoressa Berlingieri?Magari per la legge sì, ma per me è un’iniziativa che va alimentata, al di là dell’ ”illegalità”.Voglio ora parlare della piacevola sorpresa organizzata dai ragazzi dell’associazione ”M’illumino d’immenso”.Non conoscevo l’iniziativa e devo dire che l’ho accolta con estremo entusiasmo. E’ difficile pensare di poter ridere in un letto d’ospedale, davanti a quello che c’è di brutto.E’ difficile riuscire a ridere mentre si soffre.Ma per quanto possa sembrare paradossale, il ridicolo e la tragedia spesso sono due facce d’una stessa medaglia, facce che se fossero una di fronte all’altra si annullerebbero.Ma quanto potere c’è in un sorriso?C’è la voglia di andare avanti nonostante tutto; c’è il dimenticare la sofferenza, anche se per poco tempo; c’è la forza di schernire quello che ci fa male e c’è la leggerezza di chi pensa che per una volta siamo noi a prendere in giro la vita.L’associazione “M’illumino d’immenso”, per riprendere la celebre battuta di un film, “fa a pezzi con il sorriso” quelli che si sono dati per vinti, quelli che hanno smesso di sperare e di sognare.Non si tratta di illudere qualcuno, né di promettere ipocriti futuri.Si tratta di essere vicino alle persone, di capirne i bisogni e i sentimenti, di far riemergere quell’umanità che troppo spesso negli ospedali, come in molti altri luoghi totalizzanti, lascia il posto alla freddezza ed alla saccenza.L’ umanità del ridere per coloro che stanno sperimentando l’umanità nel suo significato più intimo:il dolore. Nulla è così reale come i due estremi che si toccano.

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